Geoge Federspiel, finora Lei è stato presente a ogni edizione di «Fiutscher» a Coira. Si ricorda ancora la prima edizione? Cosa Le è rimasto impresso in modo particolare?
È passato molto tempo. All’epoca l’intera esposizione era piuttosto piccola e si svolgeva solo nella Stadthalle. Alla prima edizione c’erano ancora i maniscalchi. Il mercoledì pomeriggio e il sabato pomeriggio ferravano i cavalli all’aperto – a causa dell’odore. In quelle occasioni il nostro stand era sempre molto frequentato. C’erano anche un’incudine e un piccolo stampo a forma di cuore. Le ragazze e i ragazzi potevano riscaldare un piccolo tondino di ferro, inserirlo nello stampo e forgiarlo a forma di cuore. Allora mi sono reso conto che, quando c’era qualcosa da fare, la gente accorreva allo stand. Un’altra cosa che mi è rimasta impressa: in tutta la mostra c’era un solo menu.
Con quali aspettative ha partecipato alla prima edizione di «Fiutscher» e sono state soddisfatte?
L’aspettativa consisteva nell’illustrare e presentare a numerosi allievi e allieve le nostre tre professioni di meccanico/a di macchine agricole, meccanico/a di macchine edili e meccanico/a d’apparecchi a motore nonché di attrare al nostro stand di Agrotec Südost molti giovani.
Se confronta la prima edizione di «Fiutscher» con quella attuale, cosa è cambiato di più?
Sicuramente la grandezza dell’esposizione e il numero delle professioni che oggi vengono presentate rispetto alle prime edizioni di «Fiutscher». All’inizio solo la Stadthalle era piuttosto piena.
C’è un momento o un incontro di tutti questi anni di «Fiutscher» che ancora oggi ricorda con particolare piacere?
Mi sono rimasti bene in mente Jürg Michel e Monika Lose. Sono passati ogni giorno allo stand per una breve chiacchierata. Poi anche le molte domande e i numerosi colloqui con i giovani durante la settimana e con i genitori che nel fine settimana sono passati con i figli interessati per raccogliere ulteriori informazioni.
A «Fiuscher» ha occasione di incontrare molti giovani. Le loro domande, i loro interessi e le loro aspettative nei confronti del mondo del lavoro sono cambiati negli anni?
Sì, oggi la scuola prepara meglio i giovani in vista di «Fiutscher». Le insegnanti e gli insegnanti del grado superiore si impegnano molto. Al giorno d’oggi i giovani vengono con dei questionari. Ciò che non sento sempre volentieri è la domanda: quanto si guadagna in queste professioni?
Secondo Lei, cosa rende tanto interessante «Fiutscher»? Perché si dedica da così tanti anni a questa manifestazione?
Fare qualcosa di speciale per il nostro artigianato mi fa piacere. Sono un tipo da artigianato e quindi ho svolto l’apprendistato di meccanico di macchine agricole. Vorrei che l’artigianato continuasse a vivere e non si estinguesse. È questo che vogliamo mostrare a «Fiutscher».
Il mestiere di meccanico/a di macchine agricole e altre professioni tecniche si prestano molto bene per essere presentate in modo chiaro a un’esposizione. Cosa affascina particolarmente i giovani di queste professioni?
Penso che grazie all’esposizione delle professioni i giovani si rendano conto che non si lavora solo con la chiave a forchetta e il martello, ma che è richiesta anche molta delicatezza. Oggi c’è molta tecnica ed elettronica nelle nuove macchine agricole, nelle macchine edili e negli apparecchi a motore.
Quanto è importante che a «Fiutscher» i giovani non ricevano solo informazioni ma possano sperimentare le professioni in prima persona e anche provare a fare qualcosa?
Molto importante. I giovani non devono solo ottenere informazioni visitando l’esposizione delle professioni. Devono imparare a conoscere i mestieri e assolutamente svolgere uno stage di orientamento professionale. Così familiarizzano anche con l’ambiente e l’azienda.
Nel corso degli anni ci sono state cose a «Fiutscher» che dal Suo punto di vista hanno funzionato meno bene o per le quali si sono resi necessari degli aggiustamenti?
Certamente ce ne sono state. Si è potuto parlare con i responsabili e nella maggior parte dei casi è stata trovata una soluzione. È stato anche inviato un questionario sul quale si potevano annotare proprio queste cose. Inoltre, dopo ogni edizione di «Fiutscher» è stato organizzato un momento informativo. In questo modo si è sempre avuta l’occasione di formulare delle proposte di miglioramento.
Quale evoluzione di «Fiutscher» Le è piaciuta particolarmente e viceversa ci sono stati anche cambiamenti che Lei giudica in modo piuttosto critico?
Sì, mi ha fatto piacere che lo sviluppo abbia fatto tali progressi. Non ho mai valutato i cambiamenti in modo critico, ma li ho visti piuttosto in modo positivo.
Negli ultimi anni il mondo del lavoro è fortemente cambiato, soprattutto nelle professioni tecniche. Come si è manifestato a «Fiutscher» questo cambiamento?
Nel mondo del lavoro sono cambiate molte cose. È un mondo che comprende una miriade di attività. Oggi in primo piano ci sono le conoscenze specialistiche in ambito tecnico e tecnologico e le competenze pratiche. Penso che tutti gli espositori si impegnino molto per presentare uno stand perfetto. Di conseguenza il cambiamento si è fatto sentire anche a «Fiutscher».
Secondo la Sua esperienza, «Fiutscher» ha veramente un influsso sulla scelta della professione? Le capita di rincontrare giovani, in veste di apprendisti, che hanno avuto modo di conoscere più da vicino la loro professione per la prima volta a «Fiutscher»?
Sì, «Fiutscher» ha sicuramente un influsso sulla scelta della professione. Posso rispondere affermativamente anche alla seconda domanda. Da noi nei corsi interaziendali ci sono di fatto giovani, che ci hanno fatto visita allo stand di Agrotec Südost, hanno manifestato grande interesse e successivamente hanno scelto la meravigliosa professione di meccanico/a di macchine agricole, meccanico/a di macchine edili o meccanico/a d’apparecchi a motore.
Secondo Lei, cosa serve affinché un’esposizione delle professioni intercetti ed entusiasmi i giovani anche in futuro?
Un’ottima pubblicità su tutti i social media. Una buona preparazione a scuola da parte degli insegnanti. E un settore delle arti e mestieri che si presenti all’esposizione delle professioni in modo incisivo e si rivolga ai giovani.
Se potesse esprimere un desiderio per «Fiutscher» del futuro, cosa manterrebbe, cosa cambierebbe e cosa farebbe forse di nuovo?
Sono soddisfatto di com’è adesso. Sono curioso di vedere come si svolgerà nel nuovo padiglione eventi. Quindi, per il momento non apporterei modifiche, ma aspetterei di vedere come va nel nuovo padiglione e solo in seguito procederei ad adeguamenti, se necessario.
Dopo tutte le edizioni di «FIutscher»: cosa significa oggi, per Lei personalmente, questa esposizione delle professioni?
Per me l’esposizione delle professioni significa moltissimo. Ogni volta ho fatto un giro dell’esposizione, ho dato un’occhiata agli stand degli altri espositori, ho parlato con molta gente e ho allacciato nuovi contatti. Ciò che mi ha sempre dato grande gioia sono stati gli incontri e le visite dei responsabili al nostro stand. Si impegnano moltissimo per organizzare un’esposizione delle professioni di questo tipo. Per questo vorrei fare i miei complimenti a tutti ed esprimere un grande ringraziamento.